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1569–1625

34

Giovambattista Marino

O che col rauco suon s'odano i grilli salutar la stagion fosca notturna, o che i galli la face aurea diurna richiamin poi con gl'importuni strilli,

da che sparge i suoi sonni almi e tranquilli la notte, infin che la sua gelid'urna versa l'Aurora lucida et eburna, altro giamai che te non chiamo, o Filli.

Filli te chiamo, e te chiamando agogna, quando chiudo la mandra e quando l'apro, il bruno toro e 'l candido giovenco. Veduto ha spesso il mio fidato elenco

al pianger mio, perché 'l credean sampogna, trar balli e far tenor l'agnella e 'l capro.

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34 · Giovambattista Marino · Poetry Cove