Lasciai per queste a me funeste rive
fiume ch'argento ha l'acque et or l'arene;
e per te che mi sprezzi, o bella Irene,
di lui mille sprezzai figlie lascive.
Or il calamo e 'l laccio, onde si vive,
rotto, più del pescar non mi soviene;
e le reti e le nasse, o vote o piene,
nuotan disperse, e van di guardia prive.
Oggi Licon di là presso Marisco
– Corri (gridommi) o Palemon, che fura
gli ami e la preda il predator Palisco. –
I' mel soffersi, e di ciò quella cura
prend'io, che prende Amor, quando languisco,
di mitigar la mia cocente arsura.