Ornasti (il veggio) a sì degn'opra eletto,
fabro gentil, di quest'altera e ria
bella fera d'Amor nemica e mia
il viso almen di mansueto affetto.
Né desti solo al simulato aspetto
beltà, grazia, vaghezza e leggiadria,
ma lei, ch'è sì crudel, benigna e pia
fingesti, ond'abbia il cor pace e diletto.
Già del volto in sé stesso aspro e selvaggio
pur lampeggiar ne l'una e l'altra stella
scorgo fra l'ombre tue cortese un raggio.
Sì poscia altri dirà: – Se lei rubella
di pietà fé Natura, ecco più saggio
questi la fé pietosa insieme e bella. –