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1569–1625

32

Giovambattista Marino

– Squarci, e lunge i miei lini Austro dal porto giri, e fiacchi i miei remi irato flutto; tra le Sirti il mio legno erri distrutto, o sia di Scilla entro le fauci absorto.

Non sia giamai da destra stella scorto, né mai mi veggia indosso abito asciutto; peran le fila e i giunchi; e 'l mondo tutto s'armi, e l'inferno e 'l ciel, perch'io sia morto.

Ché diletto il morir mi fora, e vanto, s'ad altro non nacqu'io fra' pescatori ch'a dar tributo al mar d'eterno pianto. Viver non deggio in sì penosi amori.–

Così cruccioso un dì dicea Cloanto, et un antro vicin rispose: – Mori –.

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32 · Giovambattista Marino · Poetry Cove