Tomba non già, ma ben più tosto è cuna
questa, ov'estinto il suo mortal consorte,
nova fenice, ingiuriosa a Morte,
le sacre spoglie incenerite aduna.
Quinci, di Tempo ad onta e di Fortuna,
lieta rinasce a più beata sorte;
quinci volando inver l'empirea corte
schernisce lei, ch'ogni sereno imbruna.
E già, d'ostro più fin ricche, le penne
spiega cantando al Sol eterno e santo
per la candida via, ch'a scender tenne.
Mille cigni felici odonsi intanto
là presso, ove 'l bel nido a por sen venne,
l'aria ferir di lagrimoso canto.