Che fé? che disse? e qual divenne allora
lo dio de' boschi (ahi sventurato amante)
quando fatta mirò canna tremante
l'alta bellezza ch'ei sospira ancora?
Per ira i fiori onde le corna onora
sparse e calò con le caprigne piante.
Poi de la scorza sua vota e sonante
formò sampogna flebile e canora.
E: – Cangiato hai ben tu ninfa sembianza
(disse accordando ai calami la voce)
ma non l'iniqua et ostinata usanza.
Che fuggitiva, oimè, quanto feroce,
per tormi de' tuoi baci ogni speranza
da le mie labra ancor fuggi veloce. –