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1569–1625

3

Giovambattista Marino

M'avea del volto apena i campi sparsi d'intempestivo fior l'età novella allor che donna oltra le belle bella dolce a la vista mia venne a mostrarsi.

Sentì da terra al ciel l'alma levarsi al lampeggiar de l'una e l'altra stella, ma tosto uscir di questa luce e quella fulmini per cui caddi e fiamme ond'arsi.

Tremai, gelai ma qual per gli occhi bebbe foco il cor non m'accorsi; i' me n'accorsi poiché serpendo il grave incendio crebbe. Per refrigerio a lei ratto ricorsi

ma pietà del mio mal punto non ebbe: così vita cercando, a morte corsi.

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