Fuor de la bella man campato e sciolto,
fuggitivo augelletto, ove ne vai
che salutar del mio bel sole i rai
più non ti veggio, oimè, più non t'ascolto.
Teco fra' lacci tesi in quel bel volto,
oggi è 'l terz'anno, prigionero entrai:
ma tu cantando, io sol traendo guai,
tu già di legni, io di catene avvolto.
A te colei, da cui ten fuggi a volo,
porgea dolc'esca, io lasso in strani modi
pascomi sol di lagrime e di duolo.
Or tu del ciel natìo libero godi
gli aperti campi: io qui misero e solo
stretto rimango in più tenaci nodi.