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1569–1625

29

Giovambattista Marino

Fuor de la bella man campato e sciolto, fuggitivo augelletto, ove ne vai che salutar del mio bel sole i rai più non ti veggio, oimè, più non t'ascolto.

Teco fra' lacci tesi in quel bel volto, oggi è 'l terz'anno, prigionero entrai: ma tu cantando, io sol traendo guai, tu già di legni, io di catene avvolto.

A te colei, da cui ten fuggi a volo, porgea dolc'esca, io lasso in strani modi pascomi sol di lagrime e di duolo. Or tu del ciel natìo libero godi

gli aperti campi: io qui misero e solo stretto rimango in più tenaci nodi.

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29 · Giovambattista Marino · Poetry Cove