A l'aura il crin, ch'a l'auro il pregio ha tolto,
sorgendo il mio bel sol del su' oriente,
per doppiar forse luce al dì nascente,
da' suoi biondi volumi avea disciolto.
Parte scherzando in ricco nembo e folto
piovea sovra i begli omeri cadente;
parte con globi d'or sen gia serpente
tra' fiori or del bel seno, or del bel volto.
Amor vid'io, che fra' lucenti rami
de l'aurea selva sua, pur come sòle,
tendea mille al mio cor lacciuoli et ami,
e nel sol de le luci uniche e sole
intento, e preso dagli aurati stami
volgersi quasi un girasole il sole.