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1569–1625

28

Giovambattista Marino

Abbia chi mai per te pianti e sospiri sparge, nemico il ciel, nemico il vento; e 'l piè gli avolga in cento nodi e cento brancuto pesce, e giù nel fondo il tiri.

Trovi chi mai per te pene e martiri soffre, turbato il più tranquillo argento; e l'ossa, gioco del suo bianco armento, nel tempestoso Egeo Proteo raggiri.

Sia chi ti crede mai, d'empio corsaro preda, onde 'l giogo e 'l fren sostenga e morda di prigion dura e di servaggio amaro. O più che Scilla e che Cariddi ingorda,

orca, mostro maggior del nostro faro, più che mar, più che scoglio, iniqua e sorda.

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28 · Giovambattista Marino · Poetry Cove