In questo mar, qual fulmine che piomba,
precipitasti, o misero Miseno
ch'osasti apar, sciolto a l'audacia il freno,
con l'araldo de l'acque enfiar la tromba.
Ma, se dal divin suon, ch'alto rimbomba,
vinto e morto cadesti a l'onde in seno,
ignudo esposto in su la riva almeno
donotti amica man pietosa tomba.
L'infelice Filen, cui cetra diede
sì dolce il ciel ch'a l'armonia ch'ei spiega
volontario Triton la palma cede,
cade di doglia, e la crudel ch'ei prega,
mentre in un mar di pianto estinto il vede,
del suo marmoreo cor l'urna gli nega.