De la vaga mia Cinzia, o vaga Luna,
vera imago se' tu. Tu d'ogni stella
se' donna unica in ciel, sì come quella
non ha sotto il tuo cerchio eguale alcuna.
Tu la notte inargenti oscura e bruna,
splende l'altra fra noi candida e bella.
Tu vita e morte altrui dispensi, et ella
quanto ben, quanto male in me s'aduna.
Tu volubile e fredda, et egualmente
meco instabile e varia, ha pur costei
(benché foco sfavilli) anima algente.
Ma tu talora (e 'n ciò simil non sei)
stringi il tuo vago, ella Amor mai non sente;
tu dal so prendi lume, il sol da lei.