Quasi de la prigion che 'l tenne e strinse
sciolto augellin, di tuo mortal soggiorno
volando, alma real, festi ritorno
a chi pur dianzi in sì bel vel t'avinse.
Ben fu nemica a noi Morte, che tinse
di notte, a pena aperto, il nostro giorno:
a noi, cui sol di tante glorie adorno
sorgendo cadde, in apparir s'estinse;
a te non già, ch'or, sua merce', lampeggi
sovra le stelle, e 'l lume eterno e santo
ne lo specchio degli angeli vagheggi.
Ma tu dal coro ove già l'ali e 'l canto,
angel novo, spiegando, ardi e fiammeggi,
asciuga co' tuoi raggi il nostro pianto.