Questo vaso d'amomo e questi acanti,
primo pregio d'april, queste odorate
rose ad un parto con l'Aurora nate,
questo cesto di gigli e d'amaranti,
a voi de l'aria peregrine erranti
fien sacri, Aure felici, Aure beate,
se, mentre per lo ciel l'ali spiegate,
vosco trarrete i preghi miei volanti:
sì che questi ch'io spargo amari accenti
oda di là, dove n'andate or voi,
Elpinia, e 'l flebil suon de' miei lamenti.
Ben avrete de l'opra in premio poi
forza e vigor da' miei sospiri ardenti,
grazia et odor da' dolci fiati suoi.