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1569–1625

25

Giovambattista Marino

Lilla, qualor vegg'io che 'l ciel s'avolga di spessa nebbia, o fremer vento ascolto, temo non Borea per quest'aria sciolto novella Orizia ti rapisca e tolga.

E s'egli avien che 'l nero vel si sciolga de l'atre nubi in molle nembo e folto, temo allor Giove in pioggia d'oro involto del tuo bel, del mio bene il fior non colga.

Se miro il carro d'or lo dio di Delo chinar ver l'onde, a te là dove sei temo non scenda, e non ti porti in cielo. Temo ancor Teti stessa, o chiuso in lei

celeste amante; e tutto foco e gelo temo gli scogli e 'l mar, non che gli dei.

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25 · Giovambattista Marino · Poetry Cove