Quando il fero omicida irato sciolse
del caro nodo l'anima gentile,
e giacque, qual fior tronco a mezo aprile,
lacero il velo onde 'l fattor l'avolse,
non pur le pompe sue, che 'l Ciel le tolse,
pianse Natura impoverita e vile,
ma 'l duro e crudo ferro oltre suo stile
intenerissi, e per pietà si dolse.
La man sol pronta a l'atto empio s'offerse,
che nel bel fianco, onde gemendo uscìo
lo spirto, il varco sanguinoso aperse.
Dolce fe' troppo di sì acerbo e rio
colpo vendetta Amor: tacque, e sofferse,
ma da' begli occhi il feritor ferìo.