Fu di sdegno o d'amor fiamma, che t'arse
quella che, donna, sì repente uscio
su la tua guancia? e 'l dolce ostro natio
di peregrina porpora ti sparse?
Certo, qual di color vario mostrarse
in cava nube il sol talor vid'io,
tal per gli occhi avampando il foco mio
in te s'impresse, e nel tuo viso apparse.
Mi lusinga un pensier: forse l'accende
amorosa vergogna, e nel bel volto
la sua vermiglia insegna apre e distende.
L'altro poi mi spaventa e dice: – O stolto,
tutto quel che sì bel rosseggia e splende
sangue colà, da le tue piaghe è tolto. –