Mentr'oggi assisa in su le piagge erbose
là dove i flutti il mar di Cuma affrena
la tua Lilla, o Filen, la tua sirena
cantando inteneria l'aure amorose,
uscir de le sue tane umide algose
tratto dal canto, et appressar l'arena
pesce vid'io, che con la curva schiena
l'onde raddoppia a le campagne ondose.
Curvo anco ha il rostro, e 'n cento globi attorta
la coda inalza, e con veloce corso
forcuta luna in su l'estremo ei porta.
Mente a la fera Amor diede, e discorso,
che lascivetta de la ninfa accorta
baciolle il piede e le suppose il dorso.