Or che l'aria e la terra arde e fiammeggia,
né s'ode Euro che soffi, aura che spiri,
et emulo del ciel, dovunque io miri,
saettato dal sole, il mar lampeggia;
qui, dove alta in su 'l lido elce verdeggia
le braccia aprendo in spaziosi giri,
e del suo crin ne' liquidi zaffiri
gli smeraldi vaghissimi vagheggia,
qui qui, Lilla, ricovra, ove l'arena
fresca in ogni stagion, copre e circonda
folta di verdi rami ombrosa scena.
Godrai qui meco inun l'acque e la sponda,
vedrai scherzar su per la riva amena
il pesce con l'augel, l'ombra con l'onda.