Renda dritto giudicio il duol men grave,
che 'l cor ti preme in disusata guisa,
ETTOR, per lei, che, di qua giù divisa,
più di pianto mortal cura non àve.
Mira ch'ove più Morte altra non pave,
ne le mense del ciel beata assisa,
Dio gode, a Dio si volge, in Dio s'affisa,
fatto de' suoi desiri esca soave.
Ben richiamando lei, ch'altrove è gita,
giusta è la doglia; e, s'egli è largo il pianto,
ciò chiede Amor, ch'a lagrimar t'invita.
Ma se 'ndarno ti lagni, al pianger tanto
ché non dai pace? e lei non torni in vita
con l'aura omai del tuo celeste canto?