O del verno e de l'Alpi aspre infeconde
tempestoso figliuol, che l'ali e 'l crine
pien di nebbie, di pioggia e di pruine
turbi il ciel, bagni i campi, agghiacci l'onde:
or che del cavo chiostro in cui t'asconde
Eolo ti sferra, e vago di rapine
spogliando vai per queste piagge alpine
l'erbe di fiori e gli arbori di fronde:
perché de' pianti miei l'acque non cogli
in cava nube? e 'n quel beato cielo
poscia in piovoso nembo non le sciogli?
Ma temi forse di rigor, di gelo
il mio bel sol non ti disarmi e spogli,
squarciando il fosco e nubiloso velo.