Ch'io basso, io vile, io pescator mi sia,
e preso aggia dal mar rozi costumi,
torcer non dei per questo i dolci lumi,
Lilla gentil, da la bassezza mia.
Pescò pur egli il padre Glauco, e pria
che de l'immondo suo con cento fiumi
purgato fusse da' cerulei numi,
le scagliose del mar prede seguia.
Già non son un de' pescator mendici
che 'l vitto, ignudo al sol, col fil pendente
da la povera canna si procaccia.
Ma con lo spiedo aguzzo e col tridente
d'ingorde foche e d'orche e di pistrici
nate a la morte altrui, seguo la traccia.