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1569–1625

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Giovambattista Marino

Te pianga, o bella estinta, in mesti accenti de le Grazie la schiera e degli Amori, et accompagni i tuoi funebri onori misera turba di pensier dolenti;

sieno a l'essequie tue questi lamenti le sacre note, e queste rime i fiori, e sien fumanti intorno arabi odori, e faci accese i miei sospiri ardenti.

Ma qual trovar poss'io capace o degno, per dar al casto et onorato velo e feretro e sepolcro, o sasso o legno? Poiché dunque t'opprime eterno gelo,

né pompa altra può dar povero ingegno, ti fia bara il mio cor, ma tomba il cielo.

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