O Borea, o del gran re degli altri monti
soffio maggior, che neve e ghiaccio spiri
e 'l piè liquido leghi ovunque giri
con nodo di diamante a' fiumi, a' fonti:
tu, ch'ad Elpinia mia spesso racconti
con rauco turbo i miei duri martiri,
portale ancor volando i miei sospiri
misti tra' fiati tuoi leggeri e pronti.
E se schivi sospir caldi e cocenti
perché da le lor fiamme acceso et arso
teco i frutti e le biade arder paventi,
questi dal gelo del timor nascenti
raccogli, ond'oggi intorno i campi ho sparso,
viè più che tu non se', freddi et algenti.