Tace la notte, e chiara a par del giorno
spiegando per lo ciel l'ombra serena
già per vaghezza oltre l'usato affrena
di mille lumi il bruno carro adorno.
Caggia il gran velo omai, veggiasi intorno
dar bella donna altrui diletto e pena,
che 'n su la ricca e luminosa scena
faccia a Venere, a Palla invidia e scorno.
Febo le Muse, Amor le Grazie ancelle
seco accompagni; e da l'oblio profondo
sorga il Sonno a mirar cose sì belle.
A sì dolce spettacolo e giocondo
dian le spere armonia, lume le stelle,
sia spettatore il ciel, teatro il mondo.