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1569–1625

18

Giovambattista Marino

Or che dal freddo ciel di bianco sputo l'ispida testa e di cristallo il mento ti sparge il verno, e di gelato argento t'arma le spalle e di diamante acuto,

o superbo Appennin, che 'l crine irsuto di nube avvolgi e nebbia spiri e vento, de' monti re, di cento fiumi e cento ch'apron d'Italia il sen, padre canuto,

lunge dal vivo sol degli occhi miei tra pianti e tra sospir, secco ogni stelo di speme, o quando a te simil sarei: se non ch'io giaccio e tu ti levi al cielo,

gran pena io sento e tu insensibil sei, io di foco son carco e tu di gelo.

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18 · Giovambattista Marino · Poetry Cove