Gli occhi leggiadri, a' cui soavi onesti
sguardi mill'alme ardean d'alti desiri,
e da' cui vivi e lucidi zaffiri
scorno aveano, e splendor gli occhi celesti,
Morte, ohimè, chiude. Amor, che i tuoi chiudesti
vinto da' lampi di que' santi giri,
or ché non gli apri al pianto? or ché non miri
spenti i bei lumi, in cui Virtù vincesti?
Ecco il ciglio seren, de' vaghi Amori
già seggio, or tomba; e quelle luci, quelle,
che di Grazie fur nidi, urne d'orrori.
Occhi, ma voi liete influenzie e belle
piover tosto potrete a i nostri cori,
fatti (spero) nel ciel benigne stelle.