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1569–1625

18

Giovambattista Marino

Gli occhi leggiadri, a' cui soavi onesti sguardi mill'alme ardean d'alti desiri, e da' cui vivi e lucidi zaffiri scorno aveano, e splendor gli occhi celesti,

Morte, ohimè, chiude. Amor, che i tuoi chiudesti vinto da' lampi di que' santi giri, or ché non gli apri al pianto? or ché non miri spenti i bei lumi, in cui Virtù vincesti?

Ecco il ciglio seren, de' vaghi Amori già seggio, or tomba; e quelle luci, quelle, che di Grazie fur nidi, urne d'orrori. Occhi, ma voi liete influenzie e belle

piover tosto potrete a i nostri cori, fatti (spero) nel ciel benigne stelle.

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18 · Giovambattista Marino · Poetry Cove