Triton, deh s'hai pietà de' miei tormenti,
gonfia la tromba tua torta et adonca,
e 'ndietro a suon di rauca voce e tronca
richiama i bianchi e procellosi armenti.
Proteo e tu, che gli affreni e gli rallenti
e guidi fuor de la muscosa conca,
che riedano a la cupa ima spelonca
da' lor liquidi paschi omai consenti.
Tornin tranquilli i molli campi azurri,
sia la foce d'Eolia in tutto chiusa,
restin taciti i venti, e l'onde immote.
Perché dal fremer lor, da' lor sussurri
fatta sorda omai Lilla, empia si scusa
che i miei preghi, i miei pianti udir non pote.