O Dio, che cari e preziosi pianti
son, languidetta mia, questi, che versi
su per le guance, e da' leggiadri e tersi
vive perle stillanti, occhi stellanti.
Non vide Cipro al morto Adone avanti
sì dolce mai la dea d'Amor dolersi,
com'io di pure lagrime conspersi
del tuo volto celeste i duo levanti.
Onde sì bella sembri a gli occhi miei
che discesa fra noi da' sommi chiostri
vera diva immortal t'adorerei:
se non che, mentre del bel viso gli ostri
scolori, e di morir disposta sei,
donna mortal nel tuo dolor ti mostri.