Tra cento belle, ove si spazia o siede
qualor madonna a risguardar m'affiso,
quasi rosa tra fior, del suo bel viso
meraviglia maggior l'occhio non vede.
Ma se di mia vaghezza ella s'avede,
volge i guardi in saette, in ira il riso:
che di tante bellezze il paradiso
mirar senza morir non si concede.
Deh, se cortese altrui, mentr'arde e splende,
si mostra il sol, perché costei la pura
luce a me di due stelle empia contende?
Tempo, d'Amor tiranno e di Natura,
vienne, e tu sol di lei, che sì m'offende,
in mia vendetta i chiari lumi oscura.