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1569–1625

14

Giovambattista Marino

La bella SERPE da le spoglie d'oro, che nel mio fianco rigida s'attorse, e di sangue sol vaga il cor mi morse, di Natura e d'Amor pompa e tesoro,

seguo, prego, lusingo amo et adoro, di gioia in bando, anzi di vita in forse: ma da che l'empia in preda al duol mi scorse sorda a la piaga mia nega ristoro.

E pur me co' begli occhi a morte alletta, e da lo sguardo angelico sereno (benché ghiaccio ella sia) fiamme saetta. Ma sì (lasso) è soave il suo veneno

ch'avrei per dolce del mio mal vendetta baciarla in bocca et allevarla in seno.

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14 · Giovambattista Marino · Poetry Cove