Ogni prato, ogni fior ride al tuo riso,
mentr'Elpinia fra lor movi le piante;
nel tuo leggiadro aspetto il suo sembiante
vago di vagheggiar, scorge Narciso.
In te si specchia Adon, ch'espresso il viso
aver di Citerea gli sembra avante;
e Clizia, quasi volta al suo levante,
nel sol de' tuoi begli occhi il guardo ha fiso.
Vinta in bellezza e dal tuo piè calcata,
d'amorosa vergogna il volto tinto,
inchina a te la Rosa innamorata.
Fossi anch'io fiore, e per poter dipinto
mostrarti, sospirando aura odorata,
ne le foglie il mio duol, fossi Giacinto.