Diman farà col novo sol ritorno,
Elpinia mia, il dì primo di maggio:
ecco le pastorelle il mirto e 'l faggio
spoglian d'ogni lor fregio e l'elce e l'orno.
Tu pur con l'altre in sì festivo giorno,
tosto che spunti il mattutino raggio,
a la città n'andrai: ma 'l tuo selvaggio
qui riman pieno di tormento e scorno.
Verran pompose schiere a comprar fiori
d'illustri amanti, e tu superba avrai
fasto e piacer de' cittadini amori.
Ahi semplicetta, ahi folle, ancor non sai
ch'Amor sta nudo? Et a che gli ostri e gli ori
cerchi in altrui, se 'n te medesma gli hai?