Ti lagni, Elpinia mia, ch'oggi sia presta
più che non suole, ad apparir l'Aurora,
però che gir convienti innanzi l'ora
con l'avara madrigna a la foresta.
Ma la vera cagion non sai di questa
uscita sua così per tempo fora:
non da' garulli augelli e non da l'ora
messaggiera de l'alba ella fu desta.
Destolla (i' credo) il suon de' miei lamenti:
o forse vien, perché tosto riveggia
i tuoi begli occhi, i suoi specchi lucenti.
Ma che? mentr'ella in te vinta vagheggia
più fresche rose e più bei raggi ardenti,
mira che di vergogna arde e rosseggia.