Su la sponda del Tebro umida erbosa
diva in forma di ninfa or scherza, or siede,
e perch'arda d'amor l'onda amorosa,
nudo le porge ai molli baci il piede.
Aura intanto lasciva, aura vezzosa
dolce intorno le vola e i rami fiede,
e la chioma spargendo aurea pomposa
ricche ne tragge et odorate prede.
Ride di liete e verdeggianti spoglie
tutta adorna la piaggia e novi onori
dal vivo sol de' suoi begli occhi accoglie;
non tocca erba il bel piè che non s'infiori,
fior la candida man che non s'infoglie,
foglia l'aurato crin che non s'inodori.