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1569–1625

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Giovambattista Marino

O d'umano splendor breve baleno, ecco è pur, lasso, in apparir sparita l'alma mia luce, e di qua giù partita per far l'eterno dì vie più sereno.

Quella che resse di mia vita il freno, colà poggiata ond'era dianzi uscita, et al gran Sol, di cui fu raggio, unita, il ciel di gloria e me di doglia ha pieno.

Ma tu (se pur di là cose mortali lice mirar dove si gode e regna) mira i miei pianti a le tue gioie eguali; e come ove volasti, anima degna,

la mia, per teco unirsi, aperte ha l'ali, e d'uscir con le lagrime s'ingegna.

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