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1835–1907

XXXVI

Giosue Carducci

Da l'oriente palpita Il giorno, e i primi raggi Scendon soavi a frangersi Tra 'l nereggiar de' faggi.

Guizzan su 'l fiume e ridono Tra i mormorii de l'onde, Come occhi d'una vergine Che a nuovo amor risponde.

Scorron su 'l monte; e s'anima D'un riso anch'ei, ma tardo, Come al giocar de i pargoli La faccia d'un vegliardo.

Già son fulgore, e spandesi Per la vallèa fiorita, Come speranza giovine In su l'aperta vita.

Ondeggia dal pian rorido E si raccoglie e stende Un velo di caligine Che al sole argentea splende.

Floridi i colli emergono; Ma le case e le piante Come sogni traspaiono Entro il vel biancheggiante.

Da i fumeggianti culmini Tra i giuochi de la luce Desio ne l'alto a querule Coppie i palombi adduce.

Le terse ali riflettono Il limpido splendore, Passano lampi ed iridi. Il ciel sorride amore.

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