Qual da la madre battuto pargolo
od in proterva rissa mal domito
stanco s'addorme con le pugna
serrate e i cigli rannuvolati,
tal nel mio petto l'amore, o candida
Lalage, dorme: non sogna o invidia,
s'al roseo maggio erran giocando
gli altri felici pargoli al sole.
Oh no 'l destare! l'udresti, o Lalage,
di torbid'ire fiedere l'aere
rompendo i giuochi a' lieti eguali,
dio di battaglia per me l'amore.