Or sono i dí che zefiro
Tepido e lieve aleggia
E che la pioggia placida
I novi fior careggia.
Ora un mattino in floridi
Rami le gemme afforza
Che timidette ruppero
Da la materna scorza.
Or a gli affetti sposansi
I facili pensieri
E impazienti volano
In cantici leggeri,
Come la nebbia ch'umida
Gli archi del ponte gira,
Come quest'ombra tremula
Ad ogni aura che spira.
Oh misero a cui scemasi
De gli anni il bel tesoro
Mentre a la terra indocile
Chiede l'inutil oro!
La neve ch'empiea rigida
Tutto pur dianzi il cielo,
E i fior che lieti salgono
Dal fuggitivo gelo,
Son de la vita imagine
Fuggente, e in lei s'appaga
Tra i desiderii l'anima
E le memorie vaga.
Pace! Anche tu, bellissima
Colomba viatrice
Che lamentando mormori
Da la natia pendice,
Se pietosa il numero
De' miei pensier richiedi,
Lascia il soave gemito
Ed al tuo nido riedi.
Pria conteransi i tumidi
Germi che il suolo or manda
E i fiori onde sí splendida
Quest'albero ha ghirlanda.