Skip to content
1835–1907

XXVII

Giosue Carducci

Tu parli; e, de la voce a la molle aura lenta cedendo, si abbandona l'anima del tuo parlar su l'onde carezzevoli, e a strane plaghe naviga.

Naviga in un tepor di sole occiduo ridente a le cerulee solitudini: tra cielo e mar candidi augelli volano, isole verdi passano,

e i templi su le cime ardui lampeggiano di candor pario ne l'occaso roseo, ed i cipressi de la riva fremono, e i mirti densi odorano.

Erra lungi l'odor su le salse aure e si mesce al cantar lento de' nauti, mentre una nave in vista al porto ammàina le rosse vele placide.

Veggo fanciulle scender da l'acropoli in ordin lungo; ed han bei pepli candidi, serti hanno al capo, in man rami di lauro, tendon le braccia e cantano.

Piantata l'asta in su l'arena patria, a terra salta un uom ne l'armi splendido: è forse Alceo da le battaglie reduce a le vergini lesbie?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXVII · Giosue Carducci · Poetry Cove