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1835–1907

XXVII

Giosue Carducci

Oltre la siepe, o antico pazïente, De l'odoroso biancospin fiorita, Che guardi tra i sambuchi a l'orïente Con l'accesa pupilla inumidita?

Che ragli al cielo dolorosamente? Non dunque è amor che te, o gagliardo, invita? Qual memoria flagella o qual fuggente Speme risprona la tua stanca vita?

Pensi l'ardente Arabia e i padiglioni Di Giob, ove crescesti emulo audace E di corso e d'ardir con gli stalloni? O scampar vuoi ne l'Ellade pugnace

Chiamando Omero che ti paragoni Al telamonio resistente Aiace?

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