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1835–1907

XXVII

Giosue Carducci

Bionde Valchirie, a voi diletta sferzar de' cavalli, sovra i nembi natando, l'erte criniere al cielo. Via dal lutto uniforme, dal piangere lento de i cherci rapite or voi, volanti, di Wittelsbach la donna.

Ahi quanto fato grava su l'alta tua casa crollante, su la tua bianca testa quanto dolore, Absburgo! Pace, o veglianti ne la caligin di Mantova e Arad ombre, ed o scarmigliati fantasimi di donne!

Via, Valchirie, con voi la bionda qual voi di cavalli agitatrice a riva più cortese! là dove sotto Corcira bella l'azzurro Jonio sospira con suo ritmo pensoso verso gli aranci in fiore.

Sorge la bianca luna da' monti d'Epiro ed allunga sino a Leuca la face tremolante su 'l mare. Ivi l'aspetta Achille. Tergete, Valchirie, tergete dal nobil petto l'orma del pugnale villano;

e tergete da l'alma, voi pie sanatrici divine, il sogno spaventoso, lugubre, de l'impero. Sveglisi ne' freschi anni la pura vindelica rosa a un dolce accordo novo di tinnienti cetre.

Qual più soave mai, la musa di Heine risuona: chi da l'erma risponde Leucade, sospirando? Tien la spirtale riva un'alta serena quiete come d'elisio sotto la graziosa luna.

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