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1835–1907

XXV

Giosue Carducci

Se già sotto l'ale Del nero cappello Nel vin Cromuello Cercava il signor,

Ne' colmi bicchieri Ricerco pur io Men fiero un iddio, Ricerco l'amor.

Evviva, o fratelli. Evviva la vigna, Il suolo ove alligna, L'umor ch'ella dà!

A l'ombra de' tralci, Cui 'l sol lieto ride, L'industria s'asside E la libertà.

O ver se fiorita Ne gli orti d'Atene Protesse le cene Del vecchio Platon,

O se lussureggia Nel suolo ove ardito Co 'l nero infinito Fu Vico in tenzon,

O dove tra i colli De l'Arno giocondi S'aprì de' tre mondi La via spirital,

O se del suo succo Più puro e leggero Scaldò di Voltèro Il riso immortal,

Evviva la vigna Che l'arti raccoglie, Che il gelo discioglie Di barbare età!

Anch'io nel suo sangue Ricerco il signore, Ricerco l'amore E la libertà.

I re congiurati Or meditan guerra, E schiava la terra Ne gli odi insanì.

O prole d'Arminio, Pur io ti saluto, Io prole di Bruto: E bevo a quel dì

Che, su le ruine De' trenta tuoi sogli Deposti li orgogli D'un evo incivil,

La man tu ci stenda Da l'alpe gelata, La man non più armata Del ferro servil,

Ma sì del cristallo Che Praga lavora E il vino colora Del limpido Ren.

Risplenda su l'urne De' vostri riposi, O padri ringhiosi, Quel giorno seren:

Risplenda: ne' voti A l'itala mano Francata Murano La tazza darà.

Su l'alpe arridendo Le avverse contrade La dea libertade Quei voti accorrà.

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