Mescete, or via mescete
La vendemmia che il Ren vecchia conserva
Di sue cento castella incoronato.
Gorgogli con le liete
Spume a lo sguardo e giù nel sen ci ferva
Quel che il sol ne' tuoi colli ha maturato
Cui ben Giovanna a l'Anglo un dì contese,
O di vini e d'eroi Francia cortese.
Poi ne rapisca in giro
La turbinosa danza. Oh di pompose
E bionde e nere chiome ondeggiamenti,
Oh infocato respiro
Che al tuo si mesce, oh disvelate rose,
Oh accorti a fulminare occhi fuggenti;
Mentre per mille suoni a tempra insieme
L'acuta voluttà sospira e geme!
Dolce sfiorar co 'l labro
Le accese guance, e stringer mano a mano
E del seno su 'l sen le vive nevi,
E di sua sorte fabro
Ne l'orecchio deporre il caro arcano
De le sorrise parolette brevi,
E meditar cingendo il fianco a lei
De l'espugnata forma indi i trofei.
Che se di nostre feste
Scorra su l'util plebe il beneficio
E civil carità prenda augumento;
Mercé nostra, il celeste,
Che bene e mal partì, saldo giudicio
Ha di bella pietade alleggiamento.
Noi del nostro gioir, beata prole,
Rallegriam l'universo a par del sole.