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1835–1907

XXII

Giosue Carducci

Al mattin da la pioggia ecco deterso In purità d'azzurro il ciel risplende, E dal sole di maggio a l'universo Il sorriso di Dio benigno scende;

Quando alacre da l'animo sommerso L'ali innovate il mio pensiero stende, E al sol de gli occhi tuoi rivola il verso Come trillo di lodola che ascende.

Ma sento ardermi in cor la luce bruna De le pupille in cui erra dolente Il desio d'un ignoto estraneo lito, Quando ammiro da i poggi ermi la luna

A la città marmorëa tacente Dir le malinconie de l'infinito.

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