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1835–1907

XXI

Giosue Carducci

E tu pendevi tralcio da i retici balzi odorando florido al murmure de' fiumi da l'alpe volgenti ceruli in fuga spume d'argento,

quando l'aprile d'itala gloria dal Po rideva fino a lo Stelvio e il popol latino si cinse su l'Austria cingol di cavaliere.

E tu nel tino bollivi torbido prigione, quando d'italo spasimo ottobre fremeva e Chiavenna, oh Rezia forte!, schierò a Vercea

sessanta ancora di morte libera petti assetati: Hainau gli aspri animi contenne e i cavalli de l'Istro ispidi in vista de i tre colori.

Rezia, salute! di padri liberi figlia ed a nuove glorie più libera! È bello al bel sole de l'alpi mescere il nobil tuo vin cantando:

cantando i canti de i giorni italici, quando a' tuoi passi correano i popoli, splendea tra le nevi la nostra bandiera sopra l'austriaca fuga.

A i noti canti lievi ombre sorgono quei che anelando vittoria caddero? Sia gloria, o fratelli! Non anche, l'opra del secol non anche è piena.

Ma ne i vegliardi vige il vostro animo. il sangue vostro ferve ne i giovani: o Italia, daremo in altre alpi inclita a i venti la tua bandiera.

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