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1835–1907

XXI

Giosue Carducci

Qual voce da i fatali Tuoi colli, o Roma, un sacro eco rintona D'editto consolar sopra le genti? I sepolti immortali

Luminosi di tutta la persona Che sorgono a chiamar da i monumenti? O madre alma, o parenti Del popol nostro, in su 'l bimare lido

Ovunque il sol d'itala vita accende A' petti una scintilla, Ogni man chiede l'armi al vostro grido, Ogni cuor batte procelloso, splende

Di lacrime e furore ogni pupilla, E gloria e morte ogni desio sfavilla. L'udì pria l'aspettante Di Caprera leon: con un ruggito

Fiutando la battaglia alzò la testa, E saltò fuor. Le sante Ombre accorrendo al dittator romito Lo circondâr con rombo di tempesta.

E già l'inclita gesta Prende ogni mente giovanil: chiamare Novellamente pare Giù da Marsala un lieto suon di tromba

Sparso a gl'itali venti. I pii vecchi lasciâr, le donne care; E te Roma cercando od una tomba, Tentan con man le piaghe ancora ardenti

Sotto il saio vermiglio, e van fidenti.

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