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1835–1907

XVI

Giosue Carducci

Dante, onde avvien che i vóti e la favella Levo adorando al tuo fier simulacro, E me su 'l verso che ti fe' già macro Lascia il sol, trova ancor l'alba novella?

Per me Lucia non prega e non la bella Matelda appresta il salutar lavacro, E Beatrice con l'amante sacro in vano sale a Dio di stella in stella.

Odio il tuo santo impero; e la corona Divelto con la spada avrei di testa Al tuo buon Federico in val d'Olona. Son chiesa e impero una ruina mesta

Cui sorvola il tuo canto e al ciel risona: Muor Giove, e l'inno del poeta resta.

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