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1835–1907

XV

Giosue Carducci

Frate Francesco, quanto d'aere abbraccia Questa cupola bella del Vignola, Dove incrociando a l'agonia le braccia Nudo giacesti su la terra sola!

E luglio ferve e il canto d'amor vola Nel pian laborïoso. Oh che una traccia Diami il canto umbro de la tua parola, L'umbro cielo mi dia de la tua faccia!

Su l'orizzonte del montan paese, Nel mite solitario alto splendore, Qual del tuo paradiso in su le porte, Ti vegga io dritto con le braccia tese

Cantando a Dio – Laudato sia, signore, Per nostra corporal sorella morte!

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