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1835–1907

XV

Giosue Carducci

I tiranni cui Nemesi divelle Tornano in pietre di sì reo livore Ch'ogni piè gli urti; e chi servo ebbe il core Fango divien ch'ogni orma rinnovelle.

Ma le donne gentili oneste e belle Che un solingo arse in terra unico amore Solvonsi in aere, e del mattin su l'ore Raggiano il puro ciel, virginee stelle.

Ivi è Maria: e, se per l'alta calma Vien che rotando a lei l'orbe si mostri Piccioletto e di sangue atro e di pianto, Del lungo sguardo che tu amasti tanto

Fende ella il fumo de' peccati nostri Te ricercando, Piero, e la vostr'Alma.

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